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Forum Italia-Cina, ma il protezionismo pesa

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La Cina a Milano. Domani Palazzo Marino ospita il Financial Forum Italia-Cina 2019. Si parlerà, appunto, di temi economici. Speriamo con risultati concreti sul fronte della reciprocità e della trasparenza. L’attuale squilibrio della bilancia commerciale nelle relazioni con la Cina pesa in modo negativo sulla nostra economia. Nel 2018 l’export italiano in Cina è stato di 13,2 miliardi di euro, mentre l‘import di ben 30,8 miliardi: più del doppio. Meno di 20 mila imprese italiane (pari a meno del 10% degli esportatori) vendono prodotti in Cina. Però l’Italia è la terza destinazione di investimenti cinesi nella Ue. La collaborazione deve essere sì rafforzata, ma su un piano di vantaggio reciproco. Il mercato della Cina è molto protetto, come sappiamo, in particolare il settore finanziario rimane tra i più chiusi all’esterno. Milano, tra le principali piazze finanziarie d’Europa, è molto penalizzata dalla chiusura del mercato cinese all’operatività delle sue istituzioni finanziarie e assicurative. Serve uno scatto nei processi autorizzativi e nel quadro regolatorio con standard e norme analoghe a quelle occidentali. Le barriere tariffarie all’ingresso di prodotti italiani sono l’altro grande problema, così come l’apertura agli investimenti produttivi italiani. Agli operatori cinesi in Italia vengono offerte condizioni che consentono di essere competitivi. Le stesse condizioni dovrebbero essere offerte all’Italia in Cina. Tra l’altro la domanda di made in Italy in Cina è in crescita. Ma il muro è quasi invalicabile. Domani magari ne demoliremo un pezzetto.

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