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Belgio, tutto a posto niente in ordine

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In Italia questa emergenza sanitaria è stata l’apoteosi della litigiosità tra istituzioni, con il Governo che dice una cosa e le Regioni, quelle del nord ma non solo, che lo contraddicono. Una conflittualità che riflette le contraddizioni e i problemi del nostro Paese. Ma non è solo l’Italia ad essere terreno di sfida tra forze avverse. Per esempio c’è un Paese nel cuore dell’Europa dove si scontrano interessi geopolitici ed economici, alimentati da divisioni secolari. E’ il Belgio, terra che ha accolto all’inizio del secolo scorso migliaia di migranti italiani, legata anche a ricordi tragici, come il disastro di Marcinelle, e che è ancora per gli italiani di oggi in cerca di buone opportunità di lavoro un approdo sicuro.

Sfogliando i quotidiani del Belgio realizziamo che la contrapposizione politica tra Fiandre e Vallonia è sempre allo zenith. In un’intervista al giornale De Zondag il leader del N-VA (Nuova Alleanza Fiamminga) Bart De Wever, che è anche sindaco di Anversa, ha rivendicato con forza un ruolo del suo partito alla guida del Paese e fatto intendere che la questione andrà affrontata a breve. Ricordiamo che dalle ultime elezioni federali nel 2019 il Belgio non è stato in grado di formare un Governo vero e proprio, avendo le Fiandre votato a destra, oltretutto con un buon risultato dell’estrema destra Vlaams Belang, mentre il PS di sinistra è stato la prima scelta a Bruxelles e in Vallonia. Il Primo Ministro Sophie Wilmès guida il Governo belga, forte anche dei poteri speciali seguiti all’emergenza Covid, ma il nord del Paese, quelle Fiandre dove si concentra il 60% della popolazione, non si sente rappresentato. Vedremo cosa accadrà da qui a non molto.

Del resto il Belgio è da sempre diviso: a nord le operose e ordinate Fiandre, di lingua olandese, insofferenti ai tecno-burocrati dell’UE. A sud la Vallonia, di lingua francese, tendenzialmente socialista ed europeista. In mezzo la Regione di Bruxelles-Capitale. Per molti versi il Belgio ci assomiglia. Loro però hanno i conti a posto e niente disoccupazione. E poi hanno Re Filippo che li mette tutti d’accordo.

 


 

 


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