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Bobo is back?

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Stasera Maroni è a Varese, città culla della prima Lega, per presentare il suo libro. Si chiama “Il rito Ambrosiano”. Titolo che richiama, per contrasto, il rito romano: il primo tutto concretezza e velocità, il secondo chiacchiere e palude. È lo schema della vecchia Lega Nord. Una Lega che non c’è più. Stasera si parlerà anche di questo, nostalgia canaglia. Salvini incarna una Lega vittoriosa ma molto cambiata. Domanda: Maroni si riconosce in questo nuovo partito? Finora non è sembrato molto a suo agio nella Lega salviniana, anzi. E, soprattutto, cosa farà ora? Davvero ha deciso di lasciare la politica? Solo ieri abbiamo ascoltato le sue previsioni a Radio 24: Forza Italia rischia l’estinzione se non si dà una mossa, Salvini ha un progetto egemone, l’alleanza di governo tra 5 Stelle e Lega è a tempo. Immediatamente le sue parole sono rimbalzate su tutte le agenzie di stampa. Maroni, sornione, dice di essere vecchio per la politica. Ma c’è molto da fare dalle parti del centrodestra…

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I mille bolli blu

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Partiamo dal particolare per capire il generale: la provincia spiega il Paese. A Varese il Consiglio comunale ha introdotto l’antifascismo (auto)certificato. Dunque attenzione:è vietato concedere sale comunali ad associazioni che non presentino un’autocertificazione antifascista. Cioè un foglio di carta dove io stesso scrivo: sono antifascista. Il funzionario recepirà, timbrerà, autorizzerà. E se dichiaro il falso? Se invece sono convintamente fascista? Posso ugualmente usare la sala comunale, basta che esibisca l’autocerficazione, il bollino. Siamo sempre stati il Paese dei tagliandi, ma oggi la religione del certificato ha fatto un balzo in avanti. Ce ne accorgiamo tutti. Non produciamo soluzioni o strategie, ma documenti, timbri e “visto si proceda”. Ci nascondiamo dietro i fogli di carta con quei bei tamponi azzurrini. Sbam! E tutto è a posto: oh dolce  suono. Prendiamo il tagliando antifrode: è la novità che troveremo domenica ai seggi elettorali. Un bollino con un codice alfanumerico da applicare su ogni scheda e che dovrebbe scongiurare la compravendita mafiosa dei voti. La mafia è padrona del mondo, traffica in bitcoin. Noi con il tagliandino ci sentiamo al sicuro. Viene da sorridere, eppure la cultura dei bollini monta, si insedia nelle nostre vite. Come combattere la corruzione? Con le carte prodotte dall’Anac. Come contrastare l’inquinamento? Con il bollino blu. Come avere la coscienza a posto? Con l’autocerficazione antifascista. Quest’ultima però è davvero una trovata inedita, uno scatto in più, temiamo senza ritorno. Certificare gli ideali. Tra poco certificheremo i valori e i sentimenti. Vedete? Sono una persona buona, ecco qui il mio bollino. Poi invece estraggo una pistola e sparo. Forse – orcamiseria – mi era scaduto il bollino.