Tag Archives: Sala

Mozzarella di bufala

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“Oggi i cittadini italiani non hanno bisogno di spedire una mozzarella venti minuti prima in Francia”. A parlare (contro la Tav) è il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano oggi a Milano per un convegno di Ispi e Assolombarda. Ahi ahi, che gaffe! Non sa, il sottosegretario grillino, che con la mozzarella non si scherza? I produttori si sono infuriati. Il “no mozzarella” proprio non lo mandano giù e immediatamente hanno rivendicato via agenzia maggiore attenzione per il settore caseario, in un momento di battaglie contro i falsi prodotti made in Italy. Assolatte si è ribellata a suon di dati sull’export che dimostrano come la Francia sia il primo importatore delle nostre mozzarelle al punto che addirittura Le Figaro si era speso per una campagna pro-formaggi francesi per arginare la concorrenza italiana. In questo clima infuocato arriva l’infelice battuta del politico 5 Stelle. Un incidente di quelli che all’inizio sembrano una cosa da niente ma montano col passare delle ore. La Campania freme. Venerdì piomberà a Milano il governatore De Luca (non un grillino, come si sa) ad inaugurare in piazza Fontana lo Spazio Campania. Il battesimo sarà allietato da un assaggio di prodotti tipici campani. E su tutti trionferà la mozzarella. Presente il sindaco Sala. La Campania Pd contro quella pentastellata. Vedremo quale delle due è la bufala.

 

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Sala ci prende

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Il sindaco Sala oggi non ha fatto sconti: “Se non riusciamo a proporre un’idea diversa agli elettori che votano dall’altra parte, è giusto che perdiamo”. Naturalmente parlava del futuro del Pd. Ma è una riflessione che si addice a tutta la politica tradizionale, di destra e di sinistra, lontana anni luce dai problemi reali, come dimostrano, da un lato, l’astensionismo e, dall’altro, l’abbraccio (mortale?) a Di Maio e Salvini. Il sindaco ha messo il dito nella piaga: “C’è un problema di idee e contenuti”. Giusto. A ben guardare qualcuno c’è che avrebbe qualcosa di buono da proporre, ma viene tenuto fuori, è oscurato, osteggiato. Attenzione però alla profezia di Sala, che traduciamo così: se non hai niente da dire, se ti riferisci solo a te stesso e alla tua cerchia, allora sparirai. Son tempi duri.

Il Lirico, prima o poi

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Passando dietro il Teatro Lirico ho lanciato uno sguardo al cantiere del restauro. Completamente impacchettato,  gruppi di edili col caschetto ad un ingresso, una gru sul lato di via Larga, il Lirico sembra effettivamente avviato a nuova vita dopo l’infinito tempo dell’abbandono. Sull’impalcatura cartelli con la scritta: Milano inaugura il Cantiere Evento del Teatro Lirico. Ultimamente l’edificio ha infatti ospitato iniziative varie, in attesa di essere restituito al suo ruolo di sala per spettacoli teatrali e musicali. Un modo per rimediare alla meno peggio allo stop-and-go estenuante dei lavori. In questi anni, dal 1999 quando fu chiuso, il Lirico ne ha viste di tutti i colori. Anche un’occupazione. Sono avvenuti persino furti di materiale e decorazioni originali. Tanta incuria. Una desolazione da stringere il cuore. La Giunta Sala aveva annunciato l’inaugurazione per il 2016, ma siamo ancora qui. Ci si è messa di mezzo – questione grave e irrisolta – la sentenza del Tar Lombardia, che ha contestato le procedure seguite per assegnarne la gestione. Un disastro. Ma in questo pomeriggio di maggio, con il cielo blu, non vogliamo pensare ai ritardi, ai pasticci, alle promesse mancate. Vogliamo rimuoverli per un momento. Vogliamo sognare che il Lirico, intitolato dalla Moratti a Giorgio Gaber, riapra prima o poi. E stop.

Ricette

E il PD? Dov’è finito? In verità l’overdose di Partito Democratico è terminata da poco. Da sei anni a questa parte ogni colpo di tosse Dem conquistava nove colonne: un po’ di dieta non guasta. Però la questione rimane: quella, soprattutto, del timone della barca democratica. Che farà acqua ma è pur sempre una vecchia gloria dei mari. Chi siederà in plancia passata la stagione del “traghettatore” Martina? Se lo chiedono in molti. Alcuni immaginano delle soluzioni. Onore al merito: ci provano, mostrando un affetto che va rispettato. Spicca, tra i volonterosi, Giuseppe Sala. Il Sindaco di Milano, l’ultima roccaforte PD di qualche rilievo, non è davvero del PD ma difende il fortino. Mentre si allea sui temi amministrativi con il leghista Attilio Fontana, governatore lombardo, guarda oltre. Due i capisaldi della ricetta. Il primo è rintracciare sulla piazza ben dieci saggi che rimettano in sesto il PD elaborando una “ripartenza” che escluda Renzi. Il secondo è una alleanza con Nicola Zingaretti, vincitore per un soffio nel Lazio. Un soffio leggero, perché la maggioranza in Consiglio non c’è, e la Giunta naviga a vista alle prese con spazzatura, Casamonica e autobus che bruciano. A detta de Il Messaggero i due si vedranno questa sera a Milano. Sala ha buona volontà politica. Quanto alle ricette, non sappiamo chi sia lo chef che gliele impiatta. Ma non sembrano granché.

Sala e Fontana, debutto martedì

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Martedì 13 marzo alle 13,30 a Palazzo Marino si terrà la tradizionale conferenza stampa per la Stramilano. Saranno presentati i percorsi e i campioni della più celebre tra le maratone italiane, in programma a Milano per il 25 marzo. L’evento è di quelli da seguire, non solo da parte dei maratoneti ma anche degli appassionati di politica. Sarà infatti il primo evento pubblico con il Sindaco di Milano Sala e Attilio Fontana, nuovo governatore leghista, seduti allo stesso tavolo. Sala, pur con misura, non ha risparmiato critiche a Fontana in campagna elettorale, facendo il suo dovere di rappresentante del centrosinistra. Molti gli elogi a Gori arrivati dal primo cittadino, malgrado un eloquente finale scappato di bocca al Sindaco negli ultimi giorni di campagna: “Gori ha fatto quel che poteva”: i risultati confermano. Ora la campagna elettorale è finita e i due si sono promessi collaborazione. Le partite sono molte: gestione delle case pubbliche, città metropolitana, metro e trasporti. Una delle più controverse è proprio la governance di ATM: mettere a gara il servizio, aprendo a Ferrovie dello Stato o mantenere la gestione ATM? Sala non ha ancora deciso: due mesi orsono ha affermato di doverci ancora pensare. Ora le scadenze si avvicinano e Fontana è entrato in partita, con un Mazzoncini (AD di Ferrovie dello Stato) renziano che era partito lancia in resta alla conquista del trasporto locale milanese. Vedremo. Per ora godiamoci la prima stretta di mano davanti ai fotografi, martedì.