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Mestieri scomparsi? Il medico

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Partiamo come al solito dalle dinamiche locali: si è tenuta nei giorni scorsi in Commissione sanità al Pirellone l’audizione di un gruppo di primari della provincia di Varese che hanno illustrato una situazione drammatica di carenza di personale medico, soprattutto nei Pronto Soccorso. Un campanello d’allarme che trova riscontro a livello nazionale: la Federazione delle aziende sanitarie pubbliche parla di una mancanza di medici che nei prossimi anni potrebbe tradursi in un disastro. In Italia nei prossimi 5 anni tra uscite dal lavoro e numero contingentato di nuovi specialisti mancheranno quasi 12 mila medici. E questo anche se si andasse ad un totale sblocco del turn over. Ma non finisce qui: sempre secondo la Federazione nei prossimi 8 anni i medici dei servizi sanitari di base scompariranno. Internisti, chirurghi, psichiatri, nefrologi e riabilitatori si ridurranno di oltre la metà. Il maggior numero di cessazioni dal lavoro in termini assoluti si avrà tra gli anestesisti. Salta all’occhio anche l’anzianità de medici che nel 51,5% dei casi hanno superato i 55 anni di età, contro il 10% del Regno Unito, il 20% o poco più di Olanda e Spagna.
Non c’è da stare tranquilli. Nei prossimi anni avremo grande difficoltà a trovare un medico, anche per una emergenza. Chiediamoci: come siamo arrivati fin sull’orlo del baratro? E dov’è, soprattutto dov’è stato finora, chi aveva la responsabilità di trovare soluzioni?

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Via Fabio Filzi ventidue

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Poche cose, si sa, sono noiose come un consiglio regionale. Un parlamento ha sempre il suo perché: ci sono i vip, i pettegolezzi. Un consiglio comunale parla della tua città: interessa. Ma in regione, finite le prime sedute dopo le elezioni (facce nuove, trombati e salvati, eccetera) il magro menù prevede: discussioni su regolamenti europei, mozioni sul bitume della provinciale lungolago, accordi coi caseifici per lo stracchino della Val Tale. Insomma: due palle. Eppure, qualcosa di nuovo potrebbe accadere da oggi in Lombardia. Si è tenuta stamani la prima seduta del Consiglio regionale. La legislatura è effettivamente sui generis: la Lega domina. Domina un movimento euroscettico in uno dei 4 motori d’Europa. Già oggi i consiglieri leghisti si sono presentati con un fiocchetto bianco sul bavero: un segno di solidarietà con i parlamentari catalani in carcere. Qualcosa sta accadendo sotto i nostri occhi. Un partito eurocritico, anti-estabilishment controlla qualcosa di più di un piccolo Stato est-europeo: una delle prime regioni economiche del continente. E lo fa da forza di governo nazionale in pectore, maggioritaria in tutto il Nord. Al Pirellone arrivano i temi internazionali, i posizionamenti e i dibattiti che vanno oltre le provincie padane e arrivano a Roma, a Bruxelles, a Parigi. Non è un fatto automatico ma le premesse ci sono tutte. L’indirizzo del Consiglio regionale lombardo è: Via Fabio Filzi ventidue. Un recapito che potrebbe suscitare meno sbadigli che in passato. Doveva andare ad Ema, l’Agenzia del Farmaco persa dal trio Gentiloni – Sala – Maroni. Ma il Pirellone – vedrete – canterà lo stesso la sua canzone in Europa.