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Via Fabio Filzi ventidue

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Poche cose, si sa, sono noiose come un consiglio regionale. Un parlamento ha sempre il suo perché: ci sono i vip, i pettegolezzi. Un consiglio comunale parla della tua città: interessa. Ma in regione, finite le prime sedute dopo le elezioni (facce nuove, trombati e salvati, eccetera) il magro menù prevede: discussioni su regolamenti europei, mozioni sul bitume della provinciale lungolago, accordi coi caseifici per lo stracchino della Val Tale. Insomma: due palle. Eppure, qualcosa di nuovo potrebbe accadere da oggi in Lombardia. Si è tenuta stamani la prima seduta del Consiglio regionale. La legislatura è effettivamente sui generis: la Lega domina. Domina un movimento euroscettico in uno dei 4 motori d’Europa. Già oggi i consiglieri leghisti si sono presentati con un fiocchetto bianco sul bavero: un segno di solidarietà con i parlamentari catalani in carcere. Qualcosa sta accadendo sotto i nostri occhi. Un partito eurocritico, anti-estabilishment controlla qualcosa di più di un piccolo Stato est-europeo: una delle prime regioni economiche del continente. E lo fa da forza di governo nazionale in pectore, maggioritaria in tutto il Nord. Al Pirellone arrivano i temi internazionali, i posizionamenti e i dibattiti che vanno oltre le provincie padane e arrivano a Roma, a Bruxelles, a Parigi. Non è un fatto automatico ma le premesse ci sono tutte. L’indirizzo del Consiglio regionale lombardo è: Via Fabio Filzi ventidue. Un recapito che potrebbe suscitare meno sbadigli che in passato. Doveva andare ad Ema, l’Agenzia del Farmaco persa dal trio Gentiloni – Sala – Maroni. Ma il Pirellone – vedrete – canterà lo stesso la sua canzone in Europa.

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Obiettivo: autonomia lombarda

MILAN, ITALY - CIRCA JANUARY 2017: Pirelli Tower skyscraper (aka Pirellone) designed by Gio Ponti and Pier Luigi Nervi in the fifties

Questa legislatura sarà quella dell’autonomia: il neoeletto Presidente del Consiglio regionale lombardo Alessandro Fermi lo ha detto oggi nel suo intervento inaugurale. Maroni ha aperto la strada con il referendum. Adesso toccherà alla nuova Giunta e alla maggioranza. La delega per l’autonomia affidata da Attilio Fontana al professor Stefano Bruno Galli, appassionato ed esperto della materia, fa ben sperare. Ma tutti sono chiamati, al di là delle appartenenze politiche, a dare il loro contributo. Del resto esponenti di spicco del Pd, come Gori, ma anche come lo stesso sindaco Sala, si erano detti favorevoli. Vedremo. Per adesso registriamo un entusiasmo più o meno collettivo e un impegno dichiarato pubblicamente. Faranno la differenza l’egemonia della Lega in Giunta e il suo peso preponderante in Consiglio (dove oggi tra l’altro ha deciso di assegnarsi d’imperio ben due ruoli in Ufficio di Presidenza, con poca attenzione al tema delicato degli equilibri politici e della rappresentanza democratica)? Per fare passi avanti significativi servirà una forte coesione e la Lombardia di Fontana parte così così. I malumori in maggioranza non mancano. Bisognerà recuperare.