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Bobo is back?

maroni

Stasera Maroni è a Varese, città culla della prima Lega, per presentare il suo libro. Si chiama “Il rito Ambrosiano”. Titolo che richiama, per contrasto, il rito romano: il primo tutto concretezza e velocità, il secondo chiacchiere e palude. È lo schema della vecchia Lega Nord. Una Lega che non c’è più. Stasera si parlerà anche di questo, nostalgia canaglia. Salvini incarna una Lega vittoriosa ma molto cambiata. Domanda: Maroni si riconosce in questo nuovo partito? Finora non è sembrato molto a suo agio nella Lega salviniana, anzi. E, soprattutto, cosa farà ora? Davvero ha deciso di lasciare la politica? Solo ieri abbiamo ascoltato le sue previsioni a Radio 24: Forza Italia rischia l’estinzione se non si dà una mossa, Salvini ha un progetto egemone, l’alleanza di governo tra 5 Stelle e Lega è a tempo. Immediatamente le sue parole sono rimbalzate su tutte le agenzie di stampa. Maroni, sornione, dice di essere vecchio per la politica. Ma c’è molto da fare dalle parti del centrodestra…

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Centrodestra al capolinea

La crisi del centrodestra moderato è tutta nella lettera che Berlusconi ha inviato al Corriere, scritta nel giorno delle amministrative che hanno confermato la supremazia della Lega su Forza Italia. Il leader di FI traccia la sua analisi politica e poi indica la soluzione: cambiare. Le ricette non sembrano così di impatto: un vicepresidente, un comitato esecutivo, un coordinatore nazionale, giovani coordinatori virtuali. Non è questo però che importa, le formule si trovano. Berlusconi si ferma qui. Ma il dado è tratto, o quasi. Qui o si cambia o si muore. E a pagare sarà l’Italia. Un Paese con un governo cosiddetto populista, ma dove la metà degli elettori diserta le urne. Chi rappresenta quella metà? Dovrebbe rappresentarla un’opposizione degna di questo nome. Esiste oggi in Italia? La risposta è no. Va ricostruita. E per farlo si dovranno trovare la spinta e le ragioni profonde. Non serve dire: noi siamo i razionali, siamo i liberali, siamo i competenti, siamo quelli di buon senso. Questo è davvero insopportabile. Bisogna dimostrare di avere idee e di saper lavorare. C’è un problema di leadership? Quelli che finora sono stati in prima linea, dovrebbero aiutare a costruire una nuova classe dirigente. Finora quando hanno visto qualcosa di nuovo hanno lavorato per abbatterlo. Soprattutto se mostrava di avere qualche qualità. Adesso bisogna avere il coraggio di cambiare. Anche chi sostiene il governo 5S/Lega credo si auguri che in questo Paese ci possa essere un’alternativa.

Costituente!

Non è che si voglia per forza prendersela con la politica. Però cadono le braccia per l’impasse del dopo elezioni. Che flemma, che indolenza. Il fatto è che non ci sentiamo tranquilli, non è come fare un bel riposino ristoratore. Questa calma mette ansia. Un solo dato uscito oggi (Commissione Ue): l’Italia è all’ultimo posto in Europa per la crescita, il nostro Pil aumenterà nel 2019 solo dell’1,2 %. Siamo il fanalino di coda. Per dire, la Germania crescerà del 2,1%, la Spagna del 2,4%, la Grecia del 2,3%. Capito? Allora, stare con le mani in mano non va bene. Renzi ha lanciato nei giorni scorsi un’intesa istituzionale per fare una nuova legge elettorale. Ha parlato di costituente. Eh, veramente il primo a proporre l’Assemblea costituente (già un anno e mezzo fa, quando Renzi era in piena esaltazione/sbornia pre-referendum) era stato nel centrodestra Stefano Parisi. Una Costituente per fare le riforme che servono al Paese, senza litigare, possibilmente anche senza buttare là una stupidata ogni due per tre. Proviamo. Ora o mai più. Potrebbe accadere che in una sede più ristretta (e qualificata…) si trovi la quadra, come nel ’46. Altrimenti buonanotte.