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Dissidente a chi?

Dissidente sarai tu! Lo scambio incrociato di accuse di dissidenza nei Cinque Stelle è il nuovo sport della politica nazionale. De Falco, quello del “vada a bordo, ca..o” intimato a Schettino, oggi senatore 5S della Repubblica, si ribella al movimento. “Io dissidente? No, i dissidenti sono loro”. Per non aver votato la fiducia sul dl sicurezza, il De Falco è incorso nell’ira dei grillini che l’hanno segnalato ai probiviri del movimento insieme ad altri quattro suoi colleghi. Il punto è: chi sono i veri dissidenti, gli eretici, i diversi nei 5 Stelle? Sono i De Falco che contestano la dirigenza oggi al governo o sono i Di Maio colpevoli di essersi rammolliti? Che confusione. Tra poco arriva  Dibba dall’Honduras e li sistema tutti…

 

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Festa obbligatoria

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In Italia siamo molto creativi. La politica, poi, dà il massimo quando si tratta di fare baldoria. Questo è il momento delle feste dei 5 Stelle, come accaduto oggi davanti a Palazzo Madama per l’abolizione dei vitalizi agli ex senatori. Registriamo una grande euforia. Basta noia, basta grigiore. Viva le feste coi palloncini gialli, le bandiere, i cartelli con scritto “bye bye vitalizi”. Il balcone di Palazzo Chigi per celebrare il deficit al 2,4 è stato un colpaccio mediatico. Oggi un’altra puntata, un altro festeggiamento. La coreografia è leggermente barbosa, con gli striscioni dal messaggio edificante srotolati davanti alle telecamere e il salvadanaio giallo dove gli eletti hanno versato finti euro. Domanda: non avranno già stufato?

I movimentisti si accomodano?

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Stamattina Papa Francesco durante la Messa a Casa Santa Marta ha parlato dell’obbligo e della missione di evangelizzare. Un intervento articolato e profondo. Attenzione a questo passaggio, riportato dall’Ansa: “Non esiste un’evangelizzazione ‘da poltrona’. ‘Alzati e va”. In uscita, sempre. ‘Vai’. In movimento”. Raccomandazioni ottime anche per la politica. Le ultime elezioni, ormai quasi due mesi fa, le hanno vinte 5 Stelle e Lega. Entrambi i partiti si distinguono per il fatto di muoversi e di andare tra la gente, di cui raccolgono la rabbia e la protesta. E’ singolare che proprio ora che sono stati premiati dal voto per il loro movimentismo appaiano del tutto bloccati, fermi, immobili rispetto al mandato degli Italiani, quello di governare. Così non va. Per quanto riguarda i partiti tradizionali, beh l’espressione “Alzati e va” è azzeccata. La politica ‘da poltrona’ è un vizio dal quale bisogna guarire. Sono soprattutto i 5 Stelle di oggi che stridono rispetto al pre-elezioni: da rivoluzionari a stanchi dorotei, allievi di Mariano Rumor. Vedremo.

Il pendolo dei 5 Stelle

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Oggi il pendolo dei 5 Stelle (non di Foucault) tende a sinistra. Toninelli, per dirne una, ha detto poco fa che attende una risposta unitaria da parte di tutto il Pd sulla loro proposta di un contratto di governo. Ma è una sorpresa? Di Maio no, lui mostra empatia con Salvini, ma il movimento è lì che vuole andare. Il pendolo (non quello della rotazione terrestre: la storia sembra andare altrove), diciamo il pendolino propende per la sinistra. Del resto se l’ispirazione iniziale dei vertici  Casaleggio e Grillo era di stampo libertario e iconoclasta, la base rimane una specie di sindacato di base. Il Cobas della politica. M5S più Pd. Aiuto.