Sempre meno bambini al Sud

Parliamo di bambini piccoli. Qual è la tendenza demografica e quale l’offerta di scuole dell’infanzia in Italia? I dati in un rapporto Openpolis. Frequentare l’asilo aiuta nell’apprendimento successivo e contribuisce a superare le disuguaglianze sociali e culturali. Per questo la Ue stabilisce alcuni obiettivi: esiste un vincolo ad offrire posti nelle scuole dell’infanzia ad almeno il 90% dei bimbi tra i 3 e i 5 anni. L’Italia è al 92,6% (dati Eurostat), quindi supera il traguardo, ma ci sarebbe un arretramento: fino al 2011/12 la percentuale era intorno al 95%, poi questa cifra si è via via contratta fino ai dati attuali. Il numero di iscritti risulta un po’ più elevato al Nord, anche se il divario non è enorme. A balzare agli occhi è la correlazione tra andamento degli iscritti e trend demografico. Al Sud ci sono sempre meno bambini: dal 2010 al 2014 si registra un calo di 18.373 bambini tra i 3 e i 5 anni su 418. 617 mentre nelle Isole il calo è di 7.401 su 192.361. Bisogna certo impegnarsi ad incrementare i servizi all’infanzia ma anche ad affrontare l’emergenza del calo demografico soprattutto nelle aree più in crisi. Come può risollevarsi il Sud se non ci sono bambini, se non c’è futuro? I giovani scappano decretando l’impossibilità della ripresa economica. Urgono politiche lungimiranti. È un grande tema che rende inutili tanti bei discorsi. Soprattutto alcune famose misure serviranno a ben poco, se non a far guadagnare voti a chi le propone salassando le finanze pubbliche.

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