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Atm e Sala: quella mossa non andrà giù

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Basta un poco di zucchero e la pillola va giù. Così cantava l’indimenticabile Julie Andrews. Ma non tutti sono Mary Poppins. Oggi a Milano il sindaco Sala ha presentato il primo bus elettrico acquistato da Atm. Una svolta verde, l’ha definita il primo cittadino. Fin qui lo zucchero. Ma poi ecco l’amarissima pillola: “Non è realistico non ritoccare il biglietto del tram”. Il dado è tratto. Il biglietto sale a 2 euro. Dopo la sconfitta elettorale del Pd, una batosta che ricomprende Milano, dove la sinistra vince ormai solo in centro, adesso Palazzo Marino deve comunicare l’aumento del ticket per viaggiare sui mezzi pubblici. Che guaio. Il biglietto del tram è un simbolo. L’aumento fa rumore e l’eco negativa si allarga e si propaga, finendo per rappresentare un caso macroscopico di insuccesso. Puoi ripetere fino allo sfinimento che nelle metropoli europee il trasporto pubblico è più caro che da noi, anche perché in Svezia o in Francia ci sono ben altri stipendi. Eh, niente, a Milano (e fuori Milano) la pillola proprio non va giù. Sono giorni che il sindaco si adombra e ci pensa sopra, c’è da scommetterci. A un certo punto ha visto nell’elezione di Fontana un’ancora di salvezza. Attendo con ansia, ha detto, che Fontana faccia la sua squadra, c’è da fare. E ancora: presto al lavoro con Fontana su trasporti e sicurezza. E via di seguito. Sarebbe bello poter dividere il peso delle responsabilità con il neoeletto Fontana. Ma abbiamo l’impressione che non sarà così automatico. Il governatore leghista è senz’altro cordiale e dialogante, ma non è un ingenuo sprovveduto. Avesse vinto Gori sarebbe stato più facile: il biglietto sarebbe già aumentato. Non avremmo dovuto attendere il 2019.

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