Monthly Archives: gennaio 2019

Teodolinda, regina amata

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Teodolinda. La bellezza e l’intelligenza della grande regina longobarda ha rischiarato all’improvviso il Consiglio regionale lombardo impegnato oggi nell’approvazione della legge che istituisce la bandiera con la rosa camuna. È bastato sentir pronunciare il suo nome in aula ed il pensiero è volato al fascino della dama di Monza, sovrana carismatica e colta. Una statista che nell’Europa di allora seppe unire mondo germanico e latino, regalando al suo popolo anni di prosperità. Non solo un simbolo, ma un capo vero, e donna, che ha governato e preso decisioni. Nella povera Europa di oggi, indebolita e divisa, la sua statura si erge impietosa. Un’aristocratica di altissimo lignaggio eppure amatissima dalla sua gente. Le élite non sono sempre state nemiche del popolo. La politica di oggi brancola nel buio e si affanna a compiacere le masse. Teodolinda illuminaci.

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+Europa, e poi?

Nei giorni scorsi si è tenuto a Milano il congresso di +Europa. Ci sono stati, ci dicono, interventi di esponenti stranieri che hanno “elevato il livello del dibattito”. E poi c’erano giovani pieni di speranza i quali tifavano per un segretario che fosse anch’egli giovane, un volto nuovo. Alessandro Fusacchia pare avesse molti fan, come anche il mediatico Marco Cappato. Ha vinto invece Benedetto Della Vedova, un politico assai navigato. Il neo segretario ha infatti ringraziato, tra gli altri, l’esperto Bruno Tabacci per i voti che gli ha portato. Sempre a detta di chi c’era la vittoria di Della Vedova è stata una delusione per l’ala più giovane e movimentista, ispirata dalla pasionaria Bonino. Vedremo cosa accadrà da qui alle Europee. Una considerazione generale. Di questi tempi che qualcuno si avvicini alla politica è quasi un miracolo. Soprattutto dalle parti di chi tifa per l’Ue. Ma la vecchia politica sembra sempre pronta a inglobare ogni germoglio nuovo. Sempre che +Europa sia davvero quello che promette di essere.

Da Milano che produce modelli a Milano che segue modellini…

orlando

Da Palermo a Milano, da Orlando a Majorino, i vari esponenti della Sinistra ancora in carica cercano un cono di luce invocando la “disobbedienza civile” contro la Legge Salvini. Oggi l’assessore al Welfare del Comune di Milano mette la città al traino politico di Palermo, come già aveva fatto con Riace, inventandosi stravaganti battaglie. Ma i flussi migratori non si governano a chiacchiere e la retorica sul modello Milano di accoglienza è un velo sempre più sottile steso su una situazione sempre più insicura soprattutto nelle periferie tanto coccolate per cercare consenso. Ecco come un’opposizione inconsistente e autoreferenziale apre praterie al populismo. Quanto all’Anagrafe che dovrebbe essere asservita alle battaglie di Majorino, l’amministrazione farebbe meglio a far funzionare quella di via Larga, dove non passa settimana senza blocchi informatici, code chilometriche e disfunzioni imbarazzanti.