Monthly Archives: ottobre 2018

Mmmmh…..

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Il pan dei morti è il dolce di questi giorni. Appartiene alla tradizione lombarda ma trionfa anche nelle pasticcerie più alla moda di Milano. In una manciata di metri quadrati ci sono i locali top del centro: da Panarello in via Speronari a Massari in piazza Duomo, da Cracco a Marchesi in Galleria, è bello poter assaggiare il noto dolce milanese. Un biscotto povero, protagonista di vecchie credenze contadine: le anime dei morti si ripresentano nelle nostre case e per accoglierle si cucina il noto pane speziato. Notare che a parte la variante col cremino di Massari, tutti gli altri si attengono alla più rigida tradizione. Proprio oggi la cassiera di uno di questi luoghi della perdizione mi raccontava di averli regalati alla nonna e che la signora ha esclamato: sono buoni come quelli che mangiavo da bambina. L’è el pan di mort, alegher!

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Qui Milano, qui Rapallo

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Rapallo vuol dire molto per i milanesi. È il mare di Milano, l’approdo estivo più classico, tipico, familiare. Per questo la furia climatica che si è abbattuta sulla cittadina del Levante ligure ha tenuto col fiato sospeso moltissimi in città. Sui social è tutto uno scambiarsi post, foto, video: l’onda paurosa, il porto che non c’è più, la strage di yacht, la passeggiata a mare distrutta. Tutta la Liguria è mare milanese, ma Rapallo lo è ancora di più. Sono centinaia le famiglie che hanno lì la loro seconda casa fin dal boom economico degli anni Sessanta. Tanto da aver ispirato il termine “rapallizzazione” che sta per urbanizzazione selvaggia. Ma Milano è cambiata. Adesso c’è più sensibilità per l’ambiente. A Rapallo i baby boomers hanno trascorso le loro estati e adesso lì ci vanno i figli e già anche i nipoti. Vedere le immagini della devastazione fa male. L’onda emotiva è arrivata fino in Darsena. Archiviata la speculazione, adesso bisogna proteggerla Rapallo, come tutti i luoghi che amiamo. Contrordine ragazzi: basta incuria, difendiamo l’ambiente!

Fondamenta Nuove

Gli Italiani vogliono il cambiamento ma cominciano ad aver paura per i risparmi in banca. Temono che la rivoluzione costi troppo. Temono per il futuro dei figli. Il fronte moderato balbetta. Il fatto è che domanda e offerta non si incontrano. Se uno chiede un ingegnere e gli mandano un filosofo, magari gli piace. I filosofi sono il top, ma chi manda avanti le macchine? Pure in politica oggi non c’è corrispondenza tra domanda e offerta. Abbiamo tanta gente orfana di una formazione politica con sale in zucca e che sappia guidare il Paese. Quella parte è per tradizione il centrodestra liberale, popolare e riformista. Ma versa in coma profondo, ha esaurito la spinta originaria anche per i colpi inferti dalla Lega. Salvini è un demolitore coi fiocchi, ma lui stesso è preoccupato e si chiede se per caso non stia demolendo proprio casa sua. Oggi leggiamo di liti e accuse incrociate via stampa tra questo e quel dirigente azzurro. Magari sarà liberatorio. Ma siamo sempre inchiodati al punto di partenza: c’è la domanda, non c’è un’offerta all’altezza. Quindi? Il lifting non basta. Servono come a Venezia Fondamenta Nuove. Se no crola tuto.

Milano capitale dell’interior design

Elle

Palazzo Morando come un hotel di design. Elle Decor Grand Hotel ha fatto centro con l’installazione Invisible Rooms, dal celeberrimo romanzo Le città invisibili di Calvino. Un intreccio di ispirazioni, idee, suggestioni che hanno restituito il senso dell’hospitality milanese e internazionale 2018. La mostra, chiusa pochi giorni fa, è stata realizzata da Neri&Hu, alias Lyndon Neri e Rossana Hu, progettisti asiatici, giovani, cosmopoliti, talentuosi, tra i designer più influenti al mondo. Nove le stanze, tutte affascinanti, ancora visibili e percorribili on line: Le Città Nascoste, il lounge con la carta da parati che sembra una foresta e le lampade con la forma di piccoli uccelli luminosi; Le Città e il Desiderio, il restaurant-navata scandito dal lungo tavolo modello refettorio che si affaccia sulla cucina a vista e sul giardino segreto interno;  Le Città e i Morti, una quiet room per le chiacchiere più intime; Le Città Sottili, disseminata di sgabelli per assistere ai video proiettati sul led wall; Le Città Continue, galleria di passaggio dalla parte pubblica a quella privata dell’hotel; Le Città e Gli Occhi, con il letto, il bagno e la doccia, visibili da via Sant’Andrea; Le Città e i Segni, la stanza della lettura; Le Città e gli Scambi, una sorta di bazar o di vecchia drogheria milanese; le Città e il Cielo, con l’outdoor bar aperto al pubblico. Una pausa per fantasticare. E adesso un ricordo in attesa della prossima puntata.

Sala ci prende

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Il sindaco Sala oggi non ha fatto sconti: “Se non riusciamo a proporre un’idea diversa agli elettori che votano dall’altra parte, è giusto che perdiamo”. Naturalmente parlava del futuro del Pd. Ma è una riflessione che si addice a tutta la politica tradizionale, di destra e di sinistra, lontana anni luce dai problemi reali, come dimostrano, da un lato, l’astensionismo e, dall’altro, l’abbraccio (mortale?) a Di Maio e Salvini. Il sindaco ha messo il dito nella piaga: “C’è un problema di idee e contenuti”. Giusto. A ben guardare qualcuno c’è che avrebbe qualcosa di buono da proporre, ma viene tenuto fuori, è oscurato, osteggiato. Attenzione però alla profezia di Sala, che traduciamo così: se non hai niente da dire, se ti riferisci solo a te stesso e alla tua cerchia, allora sparirai. Son tempi duri.

Fumo!

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Fumo, fumo, fumo. Perché mai oggi i pensieri sono così “fumosi”? Le immagini si susseguono. L‘uomo di fumo di Palazzeschi, il Perelà che ripeteva sempre e solo: sono leggero, sono molto leggero. Non faccio in tempo a raccogliere le idee che è Dante ad attraversarmi la mente: non fece al viso mio sì grosso velo/come quel fummo ch’ivi ci coperse. Già, l’incontro con gli iracondi, che espiano accecati dal fumo come in vita furono annebbiati dall’ira. Che ansia! Ho bisogno di serenità, ecco il Pascoli: nascondi le cose lontane/tu nebbia impalpabile e scialba/tu fumo che ancora rampolli/su l’alba. Ma è sempre Zeno il mio preferito, quella sigla u.s., ultima sigaretta, così struggente, perché sappiamo in anticipo che non ce la farà a smettere. Ironia, sorriso. Unica risorsa rimasta. Ce la faremo ad affrontare l’aria intossicata di Milano in questi giorni? Incendi barbari, rifiuti che bruciano, inciviltà. Fazzoletti sulla bocca. Nessuno ci protegge. Non è la Milano che vogliamo.

Festa obbligatoria

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In Italia siamo molto creativi. La politica, poi, dà il massimo quando si tratta di fare baldoria. Questo è il momento delle feste dei 5 Stelle, come accaduto oggi davanti a Palazzo Madama per l’abolizione dei vitalizi agli ex senatori. Registriamo una grande euforia. Basta noia, basta grigiore. Viva le feste coi palloncini gialli, le bandiere, i cartelli con scritto “bye bye vitalizi”. Il balcone di Palazzo Chigi per celebrare il deficit al 2,4 è stato un colpaccio mediatico. Oggi un’altra puntata, un altro festeggiamento. La coreografia è leggermente barbosa, con gli striscioni dal messaggio edificante srotolati davanti alle telecamere e il salvadanaio giallo dove gli eletti hanno versato finti euro. Domanda: non avranno già stufato?

Margherita Margherita

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Un pomeriggio a tu per tu con Margherita Sarfatti, figura di spicco della Milano anni Venti. Scrittrice, giornalista, animatrice di quel Novecento Italiano che ha cambiato il corso della storia dell’arte. La mostra al Museo del Novecento ce la fa conoscere da vicino. Ci sono le opere degli artisti che ha promosso, i vari Boccioni, Sironi, Funi, Dudreville, Wildt, Malerba. Ci sono i suoi scritti, gli abiti d’epoca, i quadri e le foto che la ritraggono, bella, affascinante, misteriosa. Un personaggio storico, ma soprattutto una donna. Moderna, libera, appassionata, coraggiosa. E madre disperata per la perdita del figlio ventenne. Una di noi. Ah Margherita! Quanto ci sarebbe ancora bisogno di te!

I partiti? Chi li capisce è bravo

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Il prossimo 20 ottobre dovrebbe arrivare l’attesa delibera di Regione Lombardia che consentirà di dare continuità al reddito di inclusione. Ci sono in ballo 32 milioni di euro già stanziati dallo Stato. Risorse indispensabili per evitare che i beneficiari del reddito si vedano sospendere l’assegno mensile dell’Inps. In Lombardia sono oltre 55 mila le persone che quest’anno hanno beneficiato del reddito di inclusione percependo in media 269,29 euro mensili. Una cosa è chiara: i soldi per chi è in difficoltà vengono già pagati, e proprio dalle Amministrazioni dei partiti tradizionali! Il reddito di cittadinanza dei grillini in molti casi sarà una piccola integrazione. Però loro ci hanno messo sopra il cappello politico. Sono stati abilissimi. La loro comunicazione è vincente perché semplice, diretta, facile da capire. Quella dei partiti tradizionali è complicata, pesante, tortuosa. Non sono in grado neppure di spiegare quello che fanno di positivo. Bisogna assolutamente aggiornare i messaggi.