Monthly Archives: gennaio 2016

Primarie, domani sposi

balzanimaio

Il patto ancora non c’è. Ma ci sarà, per forza. Non per amore, certo: ma chi ha detto che i matrimoni combinati siano i peggiori? Questo sarà per esempio efficacissimo: parliamo del ticket Balzani – Majorino. Un affiancamento alle primarie è l’unico modo per cercare di battere Sala: i conti sono conti. Insieme superano la metà dei voti in tutti i sondaggi. E l’endorsement del Sindaco può aggiungere un 10% per fare il pieno. E’ per questo che Pisapia attende ad esprimersi: vuole l’accordo (e, si dice, lavora per costruirlo). Poi benedirà le nozze. I dettagli del patto? Probabilmente Balzani sindaco e Majorino vice, con un assessorato di peso: al Welfare con aggiunta di una o più deleghe chiave. E’ la scelta migliore, per candidare una donna che sale nei sondaggi e sta facendo presa in città. In questo momento il più renitente è Majorino: ma sarebbe lui a pagare il prezzo della sconfitta, sparendo dai radar della politica. Per entrambi spiegare agli elettori perché hanno consegnato la città “all’ex della Moratti” sarebbe durissima. Meglio ragionare (e convolare). Sviluppi a breve.

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Sapore di mare

Ah, la Liguria! L’attrazione è irresistibile. La magia dei colli del Tigullio strega da sempre i milanesi. Un tempo anche la piccola borghesia si poteva permettere due locali a Rapallo: arrivò così la parola “rapallizzazione” (colata di cemento per edificare le seconde case). I milanesi più ricchi presero (e prendono) casa a Santa Margherita, Paraggi, San Fruttoso, San Michele di Pagana. O più ad est, tra Framura e le Cinque Terre. Ostici i liguri, ma splendide le loro terre. Pisapia si abbronza a Santa, Beppe Sala (lo abbiamo appreso tutti oggi), nella frazione S.Ambrogio (ahah…) di Zoagli, paradiso arroccato tra Rapallo e Chiavari. La notorietà di quegli angoli di paradiso è diffusa tra i milanesi, e alimenta l’invidia per il posto al sole. Certo, anche Balzani è di Genova, ma presumibilmente non ci va in vacanza, e ha fatto il percorso inverso: Ge – Mi. E Majorino? Difficile immaginarlo mentre sorseggia uno Sciachetrà nella casa in riviera. Al massimo in tenda da giovane, quando si poteva ancora campeggiare a Riomaggiore.

Primarie bellissime, finale aperto

primarie

Proprio belle le primarie a Milano. Uno spettacolo appassionante, mai noioso. Ogni giorno una puntata nuova. Colpi di scena, polemiche, struggimenti. Sala, Balzani, Majorino, l’un contro l’altro armati di battute al vetriolo, annunci, accuse incrociate. Dispiacerà quando saranno finite. Una cosa le sta rendendo sempre più intriganti: il finale non è scritto. Suspence, sofferenza, assillo. Sala è avanti nei sondaggi, ma sente il fiato sul collo dei concorrenti Balzani e Majorino. I bookmaker non lo danno più così vincente. Eppure avrebbe tutto per sopraffare gli avversari: la notorietà che gli ha dato Expo, il sostegno di Renzi. Vantaggi che però si rivelano densi di insidie. Lo scivolone dell’utilizzo di Expo come sede elettorale, le critiche per essere stato il braccio destro della Moratti, le polemiche sui presunti favori a Eataly: ecco le prime crepe nella granitica sicurezza dell’uomo Expo. In più manca a Sala la capacità di suscitare entusiasmo. Troppo coi piedi per terra, troppo quotidiano, troppo materiale. A molti sembrerebbe di votare il capoufficio. I milanesi amano la concretezza ma non la banalità. Non rinunciano alla cultura e all’impegno intellettuale. Non rinunciano al sogno. Giochi aperti.

Comunali, l’endorsement che non serve

Pisa

I tre candidati alle Primarie del centrosinistra  hanno almeno una cosa in comune: l’ossessione per l’appoggio pubblico di Pisapia. Balzani lo invoca, Majorino e Sala lo temono chiedendo al Sindaco di tenersi fuori. Lo stesso Pisapia alimenta la suspence, rinviando il fatidico pronunciamento al giorno dopo la chiusura della raccolta firme. Circola però una opinione piuttosto accreditata, che a noi sembra più che valida: l’endorsement di Pisapia è perfettamente inutile. Argomentiamo: il desiderio (per Balzani) e il timore (per gli altri) della benedizione del Sindaco nasce da un presupposto: che questo gesto porti consenso. Riveliamo ai tre candidati ciò che è chiaro fuori dai Palazzi e dalle sedi di partito: non è così. Il barometro delle opinioni elettorali registra su Pisapia una sostanziale indifferenza. Oggi l’elettore medio (anche di centrosinistra) lo associa all’idea del desaparecido, del dimissionario, di uno che in quattro anni, gratta gratta, non ha combinato un granché. Secondo diverse rilevazioni riservate, molti milanesi che seguono poco la politica lo ritengono addirittura un “ex Sindaco”, confondendo la rinuncia alla candidatura con le dimissioni. Più fruttuoso sembrerebbe, per destra e sinistra, concentrarsi sui programmi (finora spariti dai radar), più che rincorrere padri separati (dalla realtà).

Cultura, CityLife a Palazzo Reale. Un plastico da non perdere

Ultimi giorni (fino al 10 gennaio) per visitare a Palazzo Reale la mostra Artline Milano, 30 progetti per il Parco d’Arte Contemporanea. Si fa un po’ fatica a scovarla, oscurata com’è dalle più blasonate mostre su Mucha e Giotto allestite sullo stesso piano nobile del Palazzo. Forse il Comune non aveva molta fiducia nel successo dell’esposizione o forse i milanesi l’hanno snobbata. Ma una volta varcato l’ingresso (che peraltro è gratuito) ci si imbatte in quello che da solo potrebbe valere la visita: il plastico di CityLife, l’area oggi completamente riqualificata della storica Fiera di Milano. Scatena una curiosa emozione la contemplazione del plastico. E crediamo che siano proprio i milanesi i più sorpresi, nonostante in questi anni abbiamo visto crescere CityLife sotto i loro occhi. La trasformazione dell’area è davvero impressionante e attraverso il modellino viene colta nella sua totalità, con i tre grattacieli centrali, il parco, la nuova viabilità, la fermata della M5. L’avveniristico quartiere è perfettamente inserito nel tessuto cittadino, nell’elegante e residenziale zona che confinava con la vecchia fiera e che oggi è tutt’uno con le incredibili realizzazioni dei vari Isozaki, Liebeskind e Hadid. Un esempio per tutti: via Domodossola, che finora si arrestava bruscamente contro l’ingresso della vecchia Campionaria, proseguirà fino alle Torri e sarà l’unica arteria del vecchio quartiere che entrerà nel nuovo senza interruzioni. Da non perdere.