Monthly Archives: settembre 2015

Passera cerca il fattore P

passera

La giornata di oggi segna la prima importante uscita allo scoperto di Corrado Passera, candidato sindaco per Italia Unica, su un tema amministrativo: la riforma del Decentramento. Passera attacca con argomentazioni serrate la riforma arancione, che lascia inalterati i confini zonali (giudicati troppo ampi), e istituisce nove Municipi locali facendo proliferare parlamentini e commissioni privi di efficacia, senza fondi e con competenze frammentate. L’attacco di Passera mette nel mirino l’assegnazione delle funzioni: si frammentano quelle che sarebbe utile mantenere al centro e si accentrano quelle che sarebbe vantaggioso assegnare ai territori. Italia Unica tenta la scalata a Palazzo Marino organizzando il movimento a Milano: le visite nei quartieri da parte del manager sono iniziate in piena estate e continuano. Quello che ancora manca a Passera è il fattore popolo: parlare alla gente è fondamentale. Non bastano i soldi, non bastano gli accordi: ci vuole l’appeal. Passera lo sa, e non mancano i primi passi per cercare strumenti che orientino la sua comunicazione al contatto con i milanesi. Una sfida importante per tutti, vitale per lui. P come Passera.

WhatsAppCondividi

Lo shopping MM non piace a sinistra

MM

MM cresce, abbasso MM. La società partecipata al 100 % del Comune di Milano, nata per la costruzione delle metropolitane, acquisisce per volontà di Palazzo Marino sempre più ambiti e competenze. Dopo l’affidamento del Servizio Idrico con importanti prospettive anche sui Comuni della Città metropolitana, e l’incorporazione delle 30mila ex case popolari del Comune, la Giunta Pisapia firma la fusione con Mir, la società che gestisce gli immobili di proprietà comunale per un valore di 46,4 milioni di euro. Il risultato è la creazione di una autentico gigante a metà tra la multiutility e la finanziaria, una holding pubblica con un portafoglio che va dall’acqua agli  immobili, con investimenti e progetti all’estero nel ramo energia. A capo di MM c’è Davide Corritore, ex direttore generale del Comune. MM sta diventando un affarone, enorme per proporzioni e interessi. Troppo, dice qualcuno. Nella sinistra radicale l’operazione non suscita entusiasmo: la Giunta della svolta rischia – si osserva – di diventare la Giunta holding, che privatizza più che chiunque in passato. Gli appetiti di MM potrebbero estendersi (è già successo) a Milanosport, la società che gestisce gli impianti sportivi pubblici milanesi. Ma il gigantismo di MM suscita qualche perplessità anche negli ambienti finanziari: l’Europa potrebbe storcere il naso di fronte a una società pubblica che aggrega così tanti servizi con rischio di gestione monopolistica. Inoltre, la società potrebbe essere utilizzata per ripianare gli ammanchi delle casse civiche. Gli uffici stampa di MM sono attenti a presentare queste operazioni come una riedizione del socialismo municipale, ma lo sforzo è improbo: difficile accostare il trading sui servizi pubblici a Emilio Caldara. MM ha finora navigato in acque tranquille, ma la partita politica con una sinistra radicale sempre più distante dal Pd, a Milano si sta facendo sempre più complessa. E nessuno, a sinistra dei renziani, ci sta a presentarsi agli elettori come giocatori in borsa con le case e l’acqua dei milanesi. Le assemblee di quartiere e i comitati civici sono pronti al dissenso.

Hotel Piemonte, sfregio nazi alla palazzina anarchica

Nazi

Svastiche sull’hotel Piemonte: l’immagine è di questa mattina in Via Ruggiero Settimo (zona Piazza Piemonte). La palazzina, già sede di un albergo, era stata occupata illegalmente lo scorso anno da gruppi anarchici, che ne avevano fatto un centro sociale. Il gruppo anarchico aveva dipinto sulle pareti gigantografie con immagini di rivolta armata che avevano fatto molto discutere. La palazzina era stata sgomberata in Agosto, dopo che le indagini sui disordini del 1 maggio a Milano avevano individuato nell’ex albergo uno dei covi dei black-block coinvolti. Ora lo sfregio nazi: due svastiche e tre fasci tracciati a vernice nera sui murales anarchici. I murales non sono mai stati cancellati malgrado il contenuto eversivo, e ora le svastiche rischiano di gettare benzina sul fuoco non sopito degli opposti clan di estrema destra e sinistra.

Giochi serali? Iscrizione incubo

mani

I milanesi che lavorano li conoscono bene. L’espressione è un po’ rétro, ma la sostanza è attualissima: parliamo dei Giochi Serali. Sono il doposcuola che il Comune di Milano dedica a tutti i bambini delle Scuole elementari pubbliche, dalle 16.30 alle 18, quando mamma o papà tornano dal lavoro. Un vanto per Milano: istituiti negli anni del boom industriale, hanno conservato intatta la loro utilità, portando la città avanti a tutte nel child-care. Sono centinaia le famiglie milanesi che vi ricorrono, e sempre di più quelle del ceto medio strangolato dalla crisi. Quest’anno però l’iscrizione è un mezzo incubo. L’informativa per i rinnovi è arrivata tardi, a giugno inoltrato, e solo online. Per iscriversi bisognava nell’ordine: ottenere una password di accesso al sito del Comune, compilare un form, attendere una email di risposta, stampare la ricevuta, andare in posta a pagare la quota, reinviare via fax (ah, l’informatizzazione!) la ricevuta al classico “ufficio competente”. Nel complesso, un mostro a dieci teste da sconfiggere per mandare il pupo al doposcuola. Di più: chi si è fatto sfuggire l’informazione, a settembre si è presentato a scuola pensando di poter utilizzare il servizio. Niente da fare. Per le “iscrizioni tardive” (così recita la circolare apposita, con velato rimprovero fin dal titolo), occorre sottoporsi alla medesima trafila, ma con punizione: si potrà frequentare solo “dal mese successivo”. Ottobre, o novembre. Fino ad allora, si arrangi chi può. Chi ha vissuto questa trafila la racconti ad Alert. Così come chi ha informazioni e dritte che aiutino. Scriveteci sulla pagina Facebook di Alert o via email (redazione@alertmilano.it) e diffonderemo.

Galà, finanza e politica: tutti a cena dal Fondo Strategico.

fondo

Milano non si smentisce mai. E’ sempre la città della finanza e dei ponti tra istituzioni pubbliche e capitali privati. Mercoledì 30 settembre è in programma un evento top: la cena di gala del 7° Annual Meeting dell’IFSWF, l’International Forum del Sovereign Wealth Funds. Organizza il Fondo Strategico Italiano, membro del Forum. Teatro dell’esclusivo rendez-vous, Palazzo Reale. Il gala sarà un momento cruciale, vi partecipano oltre alla crème del mondo finanziario e industriale i vertici dei più importanti fondi sovrani internazionali. Tanto per capire di cosa stiamo parlando, l’International Forum riunisce una trentina di fondi sovrani. Il capitale complessivo è di 4.300 dollari. Sarà molto probabilmente presente il Sindaco Pisapia, atteso per un saluto e per la cena. Il mandato si avvia al termine e sarà lui a gestire il passaggio dal vecchio al nuovo. Il momento è cruciale. Le partite ancora aperte sono vitali per la politica e per l’economia. Il bilancio del Comune segna rosso, e le privatizzazioni, pallino di Renzi, saranno un argomento, se non discusso apertamente, senz’altro evocato. Lo stesso per temi strategici come le infrastrutture, le partecipate, le fusioni. Lo stesso Renzi attribuisce al Fondo un ruolo chiave per la politica economuca dell’esecutivo. Ricordiamo solo l’ingresso del Fondo in A2A auspicato dal Sindaco e impedito finora da un articolo dello Statuto fondiario che impedisce la partecipazione in aziende anche con minimi rossi di bilancio. Il gotha della finanza si riunisce, ci saranno solo quelli che contano davvero. E’ mister fitto su quello che si diranno nelle segrete stanze. In tanti vorrebbero esserci, ma sono in pochi anche solo a sapere del gala.

Comunali, Sala candidato bipartisan?

Sala

L’idea che spariglia arriva da Forza Italia. A lanciarla dalle colonne de Il Giorno è Pietro Tatarella, capogruppo azzurro in Consiglio Comunale: candidare Giuseppe Sala a Sindaco insieme al Pd. Passando per un Ambrogino. La mossa spariglia le carte e ha già messo in subbuglio le segreterie dei partiti. L’opportunità per Forza Italia e per la parte renziana del Pd è eccezionale. Non si tratterebbe di un Nazareno romano, ma di una Giunta di innovazione e di responsabilità civica. Con l’obiettivo di non disperdere l’eredità di Expo e far ripartire il Paese da Milano. Ma anche per ricostruire l’immagine della politica, oggi molto screditata, con una esperienza ambrosiana di alto profilo. Per Renzi è una occasione d’oro, anche per mettere nell’angolo la minoranza dem, che a Milano è consistente. Un candidato bipartisan potrebbe persino evitare di sottoporsi alle primarie. Prevedibile il no della sinistra radicale, da Sel agli arancioni. C’è poi l’incognita Lega, che difficilmente governerebbe con il Pd. Ma una proposta forte di Pd e Fi conquisterebbe molti indecisi e avrebbe consistenti possibiltà di successo. Oltre a mettere fuori gioco il Movimento 5 Stelle: un vantaggio comune per azzurri e dem.

La Feltrinelli celebra Nek

Nek

Stasera evento speciale alla Feltrinelli di piazza Piemonte: a presentare il suo libro, davanti a una piccola folla entusiasta, uno scrittore piuttosto insolito. Già, perché il suo mestiere non è scrivere libri, ma canzoni. Parliamo di Filippo Neviani, in arte Nek, cantautore ritrovato quest’anno grazie al secondo posto a Sanremo e alla cover Se telefondando che sembra cucita su di lui ma è un vecchio successo di Mina (e chissà in quanti non lo sanno). Alla Feltrinelli ha intrattenuto i suoi fan milanesi, non con la musica, ma spiegando il perché di “Lettere a mia figlia sull’amore” (Rizzoli, pagine 198, euro 17,00). Nek ha venduto nel corso della sua carriera oltre 10 milioni di dischi in tutto il mondo. Il cantante di Laura non c’è è un artista riconosciuto, e dunque non poteva non avere la propria biografia, seppure sottoforma di dedica alla sua piccola Beatrice. Stasera Nek ha parlato di sentimenti, emozioni, gioie e paure. Una popstar attaccata ai valori e alla tradizione. Ma a far riflettere era anche l’identikit del pubblico: il cantante italiano più amato dai giovani, stasera alla Feltrinelli aveva una platea di quarantenni. Sono i suoi fan di sempre, cresciuti con lui e oggi non più ragazzi, almeno per l’anagrafe. Il suo pop dolce e armonioso piace soprattutto a loro, che hanno i capelli brizzolati ma riprendono il loro idolo con i telefonini proprio come fanno i teenager con le star di X Factor. Uno spettacolo nello spettacolo. Il tempo passa ma le emozioni sono sempre giovani.

Fashion Week, arriva Kate

burberry-kate-moss-cara-delevingne

Piazza Duomo, oggi alle 10.30 arriva Kate Moss. Il colpaccio lo ha messo a segno Mango, la casa di moda e rete di vendita nata in Spagna nel 1988, oggi diffusa in tutta Europa grazie al successo dei franchising low-cost. Sarà Kate ad aprire il nuovo Megastore Mango in Corso Vittorio Emanuele: previsti migliaia di fan malgrado la pioggia. La Moss, già vista ieri alla Fashion Vogue Night che ha aperto la Settimana della moda non sarà sola: con lei Cara Delevigne, top model model e attrice londinese: attesissimo nel 2016 il film Suicide Squad diretto da David Ayer e ispirato al mondo dei supercattivi a fumetti. Delevigne interpreterà il ruolo di June Moon, maga incantatrice. Entrambe hanno detto addio alle passerelle dopo essere state tra le top più pagate al mondo: nove milioni di dollari per Cara nel 2015, otto per Kate (ma era il 2008). Una bella occasione per vedere da vicino due star del momento sotto la Madonnina. Altri vip in arrivo? Buone possibilità di vedere in città Leonardo Di Caprio. Quasi certo l’arrivo di Dakota Johnson e Michelle Rodriguez, e di top come Heidi Klum e Irina Shayk.

Sinistra, rabbia contro Pisapia

Pisa

Per un po’ si è fatto buon viso, magari sperando in un ripensamento. Ma ora a sinistra è incazzatura vera contro Giuliano Pisapia, che con la mancata candidatura consegna di fatto la sinistra milanese al caos. Tutti in queste ore invocano e celebrano le primarie (“di San Valentino”, per suggerire amore e concordia). Anche Renzi si è piegato, e le ha concesse. Tutti però aggiungono in coro “a meno che non si candidi Pisapia”. E non a torto: perché Pisapia è l’unico fattore di unità rimasto oggi alla sinistra milanese. E poi perché il ritiro di un Sindaco dopo il primo mandato è sempre un’ammissione di sconfitta. O quanto meno di impossibilità a proseguire. Perché la coalizione non ha nomi forti da spendere. Perché il rischio astensione è altissimo. Perché la forza propulsiva dei movimenti civici è sbiadita. A sentire dirigenti e militanti di Sel e dei (residui) circoli arancioni, il malumore contro Giuliano sta montando. Nel Pd (sinistra compresa), è rabbia dichiarata, sia pure a microfoni spenti. Pisapia come un ragazzino viziato che si stufa di giocare con la macchinina e la getta nel cestino. Da qui la parola d’ordine: attenuarne la presenza in dichiarazioni, discorsi, comunicati: sperando che i milanesi di sinistra dimentichino, e non si debba pagare l’effetto-Schettino.

Buona Scuola, Caporetto a Milano

pazzo

Come anticipato da Alert la Buona Scuola a Milano è partita male. Malissimo. Le segnalazioni arrivano da tutta la città, anche perché più di un Preside ha preso carta e penna e ha scritto ai genitori: “Scusate il caos, non è colpa mia ma del Governo”. Da Niguarda al Gratosoglio, dal Gallaratese a Città Studi passando per le scuole del centro, è debacle completa. La procedura di nomina su scala nazionale ha tolto ai Presidi la possibilità di nominare i supplenti con le graduatorie di Istituto. Molti insegnanti vengono “scalzati” da colleghi nominati da Roma. E conclusa questa fase con migliaia di balletti in cattedra, ci sarà la “fase C”, con ulteriori scambi e sostituzioni. Di più: il Preside (ma non aveva i “superpoteri”?) non può più nominare i supplenti per il primo giorno di assenza. Non può più nominare bidelli sostitutivi degli assenti. Risultato: altre cattedre vuote, decine di scuole già sudicie e ingressi / uscite senza sorveglianza. Milano è la città che paga il prezzo più alto, dato l’alto numero di posti vacanti. Di chi la colpa? Delle misure governative o – come si sussurra in ambienti renziani – dell’ostruzionismo di uffici e scuole? Quale che sia la risposta, la politica è in fibrillazione, perché il PD ci ha messo la faccia. E per ora sono solo sberle.