Fashion & Charity

Gigi-Hadid-Vote-T-Shirt

Moda e charity vanno sempre più a braccetto. Per rendersene conto basta aprire un qualsiasi magazine e ancor più i loro siti e profili social. Gli stilisti aderiscono a iniziative e progetti di beneficenza.Tra le modalità più in voga i lanci di collezioni limited edition. Beneficiarie le onlus impegnate a favore dei bambini in difficoltà, dell’ambiente, della ricerca contro le malattie, della cultura. Sempre più la moda lancia messaggi politici attraverso star come la seguitissima Oprah Winfrey, sostenitrice del girl power, o la supermodel Gigi Hadid, impegnata nella campagna di midterm con la t-shirt “Vote” per dire agli americani: andate a votare. È un fenomeno. Un trend in crescita. Cadono le barriere tra politica e moda. Speriamo che davvero chi ha bisogno sia raggiunto da un aiuto.

WhatsAppCondividi

Neve a New York

ne ny

Oggi su New York è caduta la prima neve. I disagi alla circolazione non mancano, secondo ciò che si apprende dal New York Post. Ma per contrasto i primi fiocchi nella grande mela scaldano i cuori. Dicembre è alle porte. New York e la neve sono un connubio affascinante. La magia dell’inverno ci conquista. Ultimamente il tempo è pazzo, ne abbiamo fatto le spese in Italia. Ma oggi vogliamo pensare solo a Central Park imbiancato. Ogni tanto c’è bisogno di sognante bellezza.

Léggere (verbo, tr)

libri

Milano, una libreria del centro, tavolo “Attualità”:

Marco Minniti, Sicurezza e libertà.

Carlo Cottarelli, Sette peccati capitali.

Ignazio Visco, Anni difficili.

Raffaele Cantone, Corruzione e anticorruzione.

Piercamillo Davigo, In Italia violare la legge conviene.

Elsa Fornero, Chi ha paura delle riforme.

Pierfrancesco Majorino, Nel labirinto delle paure.

Pino Arlacchi, I padroni della finanza mondiale.

Paolo Gentiloni, La sfida impopulista.

Carlo Cottarelli (due), La lista della spesa.

Oddio, finito?

No purtroppo: Carlo Calenda, Orizzonti selvaggi. Bum.

Dissidente a chi?

Dissidente sarai tu! Lo scambio incrociato di accuse di dissidenza nei Cinque Stelle è il nuovo sport della politica nazionale. De Falco, quello del “vada a bordo, ca..o” intimato a Schettino, oggi senatore 5S della Repubblica, si ribella al movimento. “Io dissidente? No, i dissidenti sono loro”. Per non aver votato la fiducia sul dl sicurezza, il De Falco è incorso nell’ira dei grillini che l’hanno segnalato ai probiviri del movimento insieme ad altri quattro suoi colleghi. Il punto è: chi sono i veri dissidenti, gli eretici, i diversi nei 5 Stelle? Sono i De Falco che contestano la dirigenza oggi al governo o sono i Di Maio colpevoli di essersi rammolliti? Che confusione. Tra poco arriva  Dibba dall’Honduras e li sistema tutti…

 

Scemo chi legge

perugina

Le fake news invadono tutto. Non solo l’informazione, ma proprio le nostre vite, i nostri cervelli. La politica è diventata l’habitat naturale delle bufale. È normale visto che sono i social il luogo dove oggi si fa politica. Non passa giorno senza che si confezionino nuove panzane e i politici si scaglino l’uno contro l’altro per accreditarle o per smascherarle. Prendiamo la giornata di oggi. Le opposizioni accusano i grillini di aver infilato di nascosto nella legge anticorruzione un articolo che consentirebbe alla Casaleggio Associati di controllare il movimento e i relativi finanziamenti. “Fake news!”, si indigna Di Maio: anche Rousseau dovrà rendicontare. È solo un esempio, poi ci sono le vero o presunte fake news sulla manovra, sui mercati, sull’economia, sulla prescrizione, sulla Raggi, sulla Ue, sulla Tav, sulla Tap, sull’Atac. Aiuto. Senza sottovalutare il rischio fandonie, che può essere davvero grave, come salvarsi? I genitori ci raccomandavano di pensare sempre con la nostra testa. Rimane un ottimo consiglio. Non facile da mettere in pratica. Bisogna essere allenati e non lo siamo più. A volte è scemo chi legge.

Bobo is back?

maroni

Stasera Maroni è a Varese, città culla della prima Lega, per presentare il suo libro. Si chiama “Il rito Ambrosiano”. Titolo che richiama, per contrasto, il rito romano: il primo tutto concretezza e velocità, il secondo chiacchiere e palude. È lo schema della vecchia Lega Nord. Una Lega che non c’è più. Stasera si parlerà anche di questo, nostalgia canaglia. Salvini incarna una Lega vittoriosa ma molto cambiata. Domanda: Maroni si riconosce in questo nuovo partito? Finora non è sembrato molto a suo agio nella Lega salviniana, anzi. E, soprattutto, cosa farà ora? Davvero ha deciso di lasciare la politica? Solo ieri abbiamo ascoltato le sue previsioni a Radio 24: Forza Italia rischia l’estinzione se non si dà una mossa, Salvini ha un progetto egemone, l’alleanza di governo tra 5 Stelle e Lega è a tempo. Immediatamente le sue parole sono rimbalzate su tutte le agenzie di stampa. Maroni, sornione, dice di essere vecchio per la politica. Ma c’è molto da fare dalle parti del centrodestra…

El pueblo unido

el pueblo

L’avvocato del popolo. La monovra del popolo. E avanti così. Improvvisamente il popolo è tornato di moda. Una volta almeno si distingueva: il popolo della Lega, il popolo dei Cinque Stelle, il popolo della Sinistra, il popolo di Berlusconi. Adesso invece ognuno parla come se avesse dalla sua tutto il popolo. Y el pueblo unido jamás será vencido. Oggi poi, nel giorno della fine dell’amore super social tra la Isoardi e Salvini, abbiamo anche l’esternazione del menestrello Gio Evan: “Non ho votato per Matteo Salvini e non lo voterò mai, alle ultime elezioni ho votato Potere al Popolo”. Vabbé. Sempre di popolo di tratta. E il popolo è con noi. Nuestro espíritu / Esta vivo / Mientras el tuyo / Es corrompido. Tutto torna.

Mmmmh…..

galleria 2

Il pan dei morti è il dolce di questi giorni. Appartiene alla tradizione lombarda ma trionfa anche nelle pasticcerie più alla moda di Milano. In una manciata di metri quadrati ci sono i locali top del centro: da Panarello in via Speronari a Massari in piazza Duomo, da Cracco a Marchesi in Galleria, è bello poter assaggiare il noto dolce milanese. Un biscotto povero, protagonista di vecchie credenze contadine: le anime dei morti si ripresentano nelle nostre case e per accoglierle si cucina il noto pane speziato. Notare che a parte la variante col cremino di Massari, tutti gli altri si attengono alla più rigida tradizione. Proprio oggi la cassiera di uno di questi luoghi della perdizione mi raccontava di averli regalati alla nonna e che la signora ha esclamato: sono buoni come quelli che mangiavo da bambina. L’è el pan di mort, alegher!

Qui Milano, qui Rapallo

rapallo

Rapallo vuol dire molto per i milanesi. È il mare di Milano, l’approdo estivo più classico, tipico, familiare. Per questo la furia climatica che si è abbattuta sulla cittadina del Levante ligure ha tenuto col fiato sospeso moltissimi in città. Sui social è tutto uno scambiarsi post, foto, video: l’onda paurosa, il porto che non c’è più, la strage di yacht, la passeggiata a mare distrutta. Tutta la Liguria è mare milanese, ma Rapallo lo è ancora di più. Sono centinaia le famiglie che hanno lì la loro seconda casa fin dal boom economico degli anni Sessanta. Tanto da aver ispirato il termine “rapallizzazione” che sta per urbanizzazione selvaggia. Ma Milano è cambiata. Adesso c’è più sensibilità per l’ambiente. A Rapallo i baby boomers hanno trascorso le loro estati e adesso lì ci vanno i figli e già anche i nipoti. Vedere le immagini della devastazione fa male. L’onda emotiva è arrivata fino in Darsena. Archiviata la speculazione, adesso bisogna proteggerla Rapallo, come tutti i luoghi che amiamo. Contrordine ragazzi: basta incuria, difendiamo l’ambiente!

Fondamenta Nuove

Gli Italiani vogliono il cambiamento ma cominciano ad aver paura per i risparmi in banca. Temono che la rivoluzione costi troppo. Temono per il futuro dei figli. Il fronte moderato balbetta. Il fatto è che domanda e offerta non si incontrano. Se uno chiede un ingegnere e gli mandano un filosofo, magari gli piace. I filosofi sono il top, ma chi manda avanti le macchine? Pure in politica oggi non c’è corrispondenza tra domanda e offerta. Abbiamo tanta gente orfana di una formazione politica con sale in zucca e che sappia guidare il Paese. Quella parte è per tradizione il centrodestra liberale, popolare e riformista. Ma versa in coma profondo, ha esaurito la spinta originaria anche per i colpi inferti dalla Lega. Salvini è un demolitore coi fiocchi, ma lui stesso è preoccupato e si chiede se per caso non stia demolendo proprio casa sua. Oggi leggiamo di liti e accuse incrociate via stampa tra questo e quel dirigente azzurro. Magari sarà liberatorio. Ma siamo sempre inchiodati al punto di partenza: c’è la domanda, non c’è un’offerta all’altezza. Quindi? Il lifting non basta. Servono come a Venezia Fondamenta Nuove. Se no crola tuto.